Come e perché nasce il Servizio

 

   Il Servizio nasce dall'idea di alcuni soci della Cooperativa “La Casetta”, già operante da anni nell'ambito dei sostegni socio-educativi, desiderosi di ampliare i contesti d'intervento della cooperativa, il bacino di utenza (con il raggiungimento di nuove fasce della popolazione vicentina), e di mettere a servizio di tutti l'esperienza acquisita nel lavoro con nuclei familiari “multiproblematici”.

La cooperativa “La Casetta” si occupa infatti dagli anni ottanta di interventi educativi a favore di minori disagiati e delle loro famiglie residenti nel comune di Vicenza e nei comuni del “Distretto Ovest” della provincia. Finora la cooperativa ha seguito centinaia di famiglie con l'obiettivo di riabilitare, per quanto possibile, i genitori nella loro funzione educativa. Queste attività sono però poco conosciute nel territorio vicentino poiché confinate spesso ai contesti più problematici che afferiscono ai servizi assistenzialistici dei comuni.

   La cooperativa ha quindi pensato di ampliare la tipologia delle prestazioni erogate e di offrire all'intera cittadinanza la propria esperienza proponendo “Psicologia e benessere”, servizio di consulenza psicologica e di psicoterapia breve.

Il servizio è attivo dal mese di Novembre dell'anno 2010 e dal 19 novembre 2012 è stata aperta una nuova sede ubicata a Novoledo di Villaverla (VI), in via Timonchio, 21.

 

Modelli teorici applicati

 

   I due principali modelli teorici utilizzati sono: l'intervento congnitivo - comportamentale (dott.ssa Dall'Igna Emanuela) e quello sistemico relazionale della famiglia (dott.ssa Dola Micol).

 

  1. Modello cognitivo - comportamentale. Come suggerisce il termine, combina due forme di terapia: la psicoterapia comportamentale, che aiuta a modificare la relazione fra le situazioni che creano difficoltà e le abituali reazioni emotive e comportamentali che la persona ha in tali circostanze, mediante l’apprendimento di nuove modalità di reazione (aiuta inoltre a rilassare mente e corpo, così da sentirsi meglio e poter riflettere e prendere decisioni in maniera più lucida), e la psicoterapia cognitiva, che aiuta ad individuare certi pensieri ricorrenti, certi schemi fissi di ragionamento e di interpretazione della realtà, che sono concomitanti alle forti e persistenti emozioni negative che vengono percepite come sintomi e ne sono la causa, a correggerli, ad arricchirli, ad integrarli con altri pensieri più oggettivi, o comunque più funzionali al benessere della persona.

 

  1. Modello sistemico relazionale della famiglia. Secondo questo approccio, i sintomi e il disagio del singolo individuo sono il risultato di un intersecarsi complesso tra esperienza soggettiva, qualità delle relazioni interpersonali più significative e capacità cognitive di autovalutazione della propria situazione. Nell'ottica della definizione del "ciclo vitale della famiglia", termine coniato attorno agli anni quaranta, si presuppone nell'evoluzione del sistema familiare l'incontro con alcuni "eventi nodali" che, attraverso la disorganizzazione - riorganizzazione del sistema stesso, implicano il superamento di alcuni compiti di sviluppo, permettendo così il passaggio ad una fase successiva. La famiglia, intesa come il sistema vivente di riferimento principale nell'esperienza emotiva di una persona, è il primo contesto esperienziale all'interno del quale i sintomi assumono una funzione precisa per il funzionamento relazionale del gruppo di persone che ne fanno parte. I conflitti che tendono a disgregare il sistema (ad esempio, la famiglia) creano una tensione emotiva che di solito viene vissuta in termini drammatici dal soggetto portatore del sintomo; egli si fa carico, attraverso la manifestazione dei sintomi, di distogliere i membri della famiglia dall'affrontare in modo manifesto le proprie difficoltà di relazione, accentrando l'attenzione su di sé. Le tecniche, attraverso l'utilizzo di compiti da attuare sia nelle sedute terapeutiche che a casa, si articolano intorno alle problematiche dei ruoli, della gerarchia, delle alleanze, e della qualità della comunicazione.

 

Strumenti e metodologie applicati

 

  Le attività proposte ai pazienti sono principalmente:

  • colloqui clinici e psicoterapici;

  • test carta e matita (disegno della famiglia, disegno della persona, disegno delle emozioni);

  • scale e test per l'indagine di problematiche specifiche (es. test proiettivi come CAT, FAT, FFT);

  • inventari e questionari (per es. “Cosa penso di me”);

  • situazioni di gioco più o meno strutturate.

 

   La scelta dello strumento da utilizzare (test/questionari, tipo di colloquio, ecc.) è legata da un lato all'impostazione teorica e metodologica del terapeuta, e dall'altro alle capacità verbali e cognitive dei pazienti (che per la maggior parte sono risultati essere bambini e ragazzi) e alla tipologia di problema affrontato.

   L'intervento consta solitamente di più fasi: il primo colloquio costituisce la fase di accoglienza del paziente e di conoscenza reciproca. In questo contesto, viene effettuata una raccolta anamnestica relativa al paziente, viene accolta e rielaborata la richiesta d'aiuto, che viene poi restituita con una proposta concreta di intervento, formalizzata attraverso il contratto di prestazione professionale. Nel contratto sono presenti, oltre ai dati anagrafici del paziente, la definizione dell'incarico (sia per il tipo di attività che si prevede debbano essere svolte, sia per l'approccio metodologico seguito dal terapeuta), la frequenza e la durata degli incontri, il corrispettivo per il terapeuta e le modalità di pagamento.

   Alcuni colloqui sono riservati ad una valutazione psico-diagnostica del paziente, utile per impostare il trattamento (laddove previsto). Nel caso della consulenza psicologica vengono indicati strumenti di intervento e fornite indicazioni utili per gestire meglio situazioni critiche. Il sostegno psicologico non prevede invece un vero e proprio trattamento, ma un supporto emotivo nell'esplorare dimensioni della propria personalità, atteggiamenti e comportamenti tipici.

   Il trattamento cognitivo comportamentale prevede metodologie e tecniche psicoterapiche e mira al cambiamento di alcuni aspetti comportamentali e/o relazionali del paziente e della percezione che ha di sé.

  

   Nelle terapie condotte, sono stati utilizzati:

  • protocolli specifici di intervento;

  • tecnica ABC per esaminare la relazione tra pensieri, situazioni ed emozioni;

  • analisi dei pensieri, delle inferenze, delle assunzioni;

  • ristrutturazione cognitiva;

  • ricostruzione della storia di vita e dell'attaccamento;

  • simulazioni per migliorare le abilità sociali;

  • insegnamento di tecniche di rilassamento e di gestione dell'ansia;

  • assegnazione di compiti per casa (diario, compilazione di schede, auto-osservazione dei pensieri automatici);

  • ricostruzione dei profili di funzionamento di disturbi specifici;

  • esplorazione delle emozioni e loro discriminazione;

  • training all'assertività.

 

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